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DiveActive

Finanziato dal Fondo Sociale Europeo Sicilia, DiveActive è realizzato in ATS dall’Associazione Life Onlus, dal CIP – Comitato Paralimpico Italiano – Comitato
Provinciale di Catania, dalla Società Cooperativa Sociale Nikes e dall’ISIS – Istituto Statale Istruzione Superiore Politecnico del Mare “Duca degli Abruzzi”.
Il primo step del progetto vede i giovani protagonisti di un percorso di formazione che consentirà loro di acquisire le competenze relative alla professione della guida subacquea e di ottenere il brevetto DiveMaster.

Grazie a una piattaforma virtuale, la DiveActive Web Community, i partecipanti possono già scambiare informazioni, esperienze, suggerimenti e buone pratiche. Un’opportunità notevole, se si pensa che il diving è un settore in costante crescita in Italia e all’estero, secondo le indagini di mercato dei professionisti della  subacquea.
Ma soprattutto si tratta di un percorso che crea nel soggetto disabile competenze di alto profilo, paragonabili a quelle di un normodotato, aumentandone il livello di autostima.
L’HSA (Handicapped Scuba Association) Italia, partner del progetto ed ente nazionale di promozione per lo sport natatorio e subacqueo per i disabili, ha
riconosciuto la validità di questo standard di insegnamento: l’acquisizione delle competenze e delle tecniche di diving permetteranno alle guide diversamente abili di offrire la loro esperienza a favore della comunità e di rendere il turismo locale più accessibile.
Al già avviato percorso di formazione e di orientamento al lavoro, seguiranno lo stage e la work experience assistita.
Infine, i quindici giovani realizzeranno e gestiranno una cooperativa di tipo B che si occuperà di percorsi turistici e di educazione al diving.

I partecipanti, infatti, tutti accreditati con il brevetto DiveMaster PADI o HAS, diventeranno non solo guide turistiche subacquee nel nostro territorio, ma anche DiveMaster riconosciuti a livello internazionale.

È proprio questo l’aspetto davvero innovativo del progetto: DiveActive si discosta dalla visione tradizionale dell’inserimento lavorativo inteso come un percorso di tipo assistenziale.

Favorisce piuttosto l’uso ottimale delle risorse e delle capacità dei giovani diversamente abili che, durante il percorso di formazione, saranno sostenuti e accompagnati verso forme di lavoro di tipo autonomo.

In questo senso, la sfida continuerà ben oltre la conclusione del progetto: grazie alla gestione della cooperativa sociale, i giovani catanesi diventeranno i veri protagonisti, offrendo nuovi servizi di supporto turistico al nostro territorio.

Fanzine